A un miglio da Stromboli si erge, dal piano del mare, un mastodontico scoglio che fa parte delle Isole Eolie e che arieggia la sagoma di un tozzo castello medioevale lo Strombolicchio. È cinto da titaniche pareti rocciose strapiombanti sul mare e sormontate da alti merli dalle linee grottesche. L’isolotto rappresenta un neck vulcanico. Osservato di scorcio, con la sua mole imponente e col suo movimento di masse, offre uno spettacolo altamente suggestivo. Se non che lo scoglio, nonostante le sue parvenze di baluardo inaccessibile, non scoraggiò l’uomo che volle tentare la scalata per conquistare la vetta, ancora nella parte inferiore, sono visibili tracce di gradini scalpellati nella dura pietra. Nel 1920 vennero iniziati i lavori per la costruzione di una scala e di una terrazza sulla piattaforma superiore. Sette anni dopo l’ardua impresa veniva condotta felicemente a termine, la costruzione di un’ottima scala di oltre duecento gradini e di una vasta terrazza, dominata da un faro, era un fatto compiuto. In origine lo scoglio era alto 56 metri e venne ridotto a 43 m. È costituito da una roccia intermedia tra i basalti e le andesiti ad augite. Dalla terrazza si protende nel vuoto un balcone da dove si ammirano le caratteristiche peculiari di Strombolicchio: spuntoni di rocce in cui germogliano basse piante di capperi e di fichi d’India, scogli sforacchiati per l’azione abrasiva del mare, profonde scanalature e grotte dove nidificano gabbiani, rupe aggettante dalla forma di colossale testa equina, ciclopici bestioni,che cadono a picco sul mare ed esili scogli, che si slanciano con ardite forme. Dall’alto ballatolo del faro l’immensa distesa marina appare circondata, a oriente, dalla catena dell’appennino calabro e, a mezzogiorno, accanto alla vigorosa mole dello Stromboli, dai Peloritani e dai Nebrodi, al di sopra die quali si disegna la cima dell’Etna. Il più delle volte la cerchia montana, avvolta da densa caligine, si ammira in un’atmosfera di sogno. Col bel tempo la visione notturna di Strombolicchio è fantasticamente suggestiva. I raggi della luna scherzano tra i pinnacoli e i merli giganteschi dalle strane forme che si distendono sul mare tra riflessi tremuli e argentei, mentre lo scoglio, con la sua forma massiccia, si delinea serio, muto, assorto.



