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PANAREA: Vacanze a Panarea Isole Eolie (Superficie: 3,4 kmq)

Principali attrattive turistiche

 

Escursioni:

Il villaggio preistorico all’estremità SO dell’isola (Capo Milazzese); al Tim­pone del Corvo; alla spiaggia della Calcara

Gite in barca:

A Cala Junco, all’isolotto di Basiluzzo, agli isolotti: Dattilo, Lisca Bianca, Bottaio e Lisca Nera e periplo dell’isola

 

PanareaPanarea delle Isole Eolie , l’antica Euonimo, è un’isola molto scenografica, una delle più incante­voli dell’arcipelago. L’isola, le piccole isole (Basiluzzo, Dattilo, Lisca Bianca) e gli isolotti (Bottaio, Lisca Nera, Panarelli e le Formiche) sono da considerarsi parti dello stesso complesso vulcanico: rappresentano i resti di centri eruttivi im­piantatesi su una stessa unità morfologica costituita da un rilievo vulcanico sot­tomarino. La formazione dell’isola, la più antica dell’Arcipelago Eoliano, è attri­buita al Siciliano da keller e al Milazziano da Pichler.

Nella parte emersa è impiantato un vulcano - strato, di cui attualmente rimane la parte orientale, sui fianchi successivamente si sono formati centri eruttivi secon­dari sotto forma di cupole di ristagno.

A occidente le pendici presentano aspri appicchi e pareti rocciose chiazzate di verde.

L’isola è costituita da un grande ammasso di andesite che si sovrappone alle rio­liti colonnari visibili all’estremità settentrionale detta Calcara e a quella meridio­nale denominata Milazzese.

L’abitato è sparso pittorescamente sulle falde orientali con le sue candide ca­sette attorniate da oliveti e da rupi ciclopiche. Le abitazioni sono raggruppate in tre contrade che assumono rispettivamente i nomi di Iditella, di S. Pietro e di Drauto. Di primo piano è l’importanza di Panarea dal punto di vista paletnologico per il noto villaggio, del XIV sec. a.C. Eseguendo una gita in barca attorno a Pa­narea, sfilano, dinanzi allo sguardo meravigliato, panorami sui generis: colossali blocchi arrotondati o tagliati a prismi, isolati nel mare, scogliere coronate da alti pinnacoli e incantevoli insenature come Cala Junco.

Per il turista, che si reca a Panarea, è doveroso eseguire un giro attorno all’isoletta di Basiluzzo dalle coste ricche di anse.

L’isola di Panarea è stata abitata fin dell’età neolitica. Si hanno belle testimo­nianze del periodo dello stile di Diana sul Timpone del Corvo e della Calcara (strato di base).

Nella località Piano Quartana sono state trovate tracce di un insediamento ap­partenente all’inizio dell’età del Bronzo. Alla Punta di Peppe Maria e alla Calcara (strato II) sono cospicue le tracce della cultura di Capo Graziano e cioè dal XVIII o XVII sec. al 1400 a.C. Sul promontorio di Punta Milazzese all’estremità Sud Est si sviluppa un villaggio di capanne risalenti alla media età del Bronzo (1400-1270 a.C).

Anche Basiluzzo ha una certa importanza archeologica. In tutta l’isola si osser­vano vestigia di edifici romani in opus reticulatum con tracce di pavimenti a mo­saico e di intonaci colorati delle pareti. A questi appartiene anche un grande vano seminterrato prossimo alla salita d’accesso. Poco lungi dall’approdo, con buone condizioni di visibilità, si osserva, nel fondo marino, un rudere probabile darsena di età romana, oggi sommersa per fenomeni bradisismici.

Meritano di essere visitati anche gli incantevoli gruppi di scogli vicini e le isolette di Lisca Bianca, Lisca Nera e Dattilo, che si erge imponente con al sua caratteri­stica forma piramidale.

Nell’estremo nord di Panarea, in una conca denominata Calcara, probabile sede d’un edificio vulcanico di epoca preistorica, oggi si riscontrano manifestazioni fumaroliche. Nella roccia si osservano profonde alterazioni. Il suolo è scottante e si presenta rigato da esili fratture che si dirigono in tutti i sensi. Dove s’incrociano, il gas si sprigiona in gran copia. Particolare caratteristica, che con­ferisce alla zona un aspetto strano, è la colorazione multicolore di sui è rivestito il suolo. In altre plaghe dell’isola si notano tracce di azioni fumaroliche ormai estinte da epoca immemorabile.

Nei pressi della banchina, sita in contrada S. Pietro, sgorga una sorgente d’acqua calda (50°C.) che viene utilizzata dagli isolani, a scopo terapeutico, con eccellenti risultati. Dinanzi a Panarea è lo scoglio di Bottaio vicino al quale, in tempo di bonaccia, si osserva un fenomeno determinato da fumarole sottoma­rine. Numerose bolle di gas, sprigionatesi dal fondo, si aprono sulla superficie del mare generando un gorgoglio, che costituisce la cosiddetta “caldaia”.

 

Tutte le Isole Eolie : Panarea , Salina , Filicudi , Alicudi , Stromboli , Lipari , Strombolicchio , Vulcano
 
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