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Il folklore a Capo Vaticano Tropea in Calabria
Si tratta di un immaginario cammello, simbolo della potenza araba, costruito con canne bucate e riempite di polvere pirica con intervallate piccole bombe. Un uomo coraggioso si mette sulle spalle quell'impalcatura ed improvvisa una caratteristica danza girando in tondo al suono assordente della “Tarantella” mentre la polvere accesa spande intorno fumo e fiamme alternati a botti e spari. Alla fine dello spettacolo pirotecnico, i resti bruciacchiati vengono buttati via tra gli applausi dei presenti. Il significato del “ camijuzzu 'i focu ” risulta misterioso per il turista, ed ormai anche i nativi ne stanno perdendo la memoria. Esso si ricollega alle scorrerie dei pirati saraceni che con le loro veloci feluche arrivavano improvvisamente dal mare, sorprendendo le popolazioni indifese, saccheggiando, rapinando, incendiando, uccidendo, portando via le donne ed i bambini per farne schiavi. Dopo aver dovuto subire per secoli tali feroci atrocità, finalmente i nativi riusci
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Nei paesini del Comprensorio di Capo Vaticano di Ricadi, in occasione delle tante sangre e feste popolari, capita sovente di assistere al suggestivo: “ ballu du camijuzzu 'i focu ” che è una delle tradizioni di Capo Vaticano .