Capo Vaticano

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Fiumara della Ruffa

Fiumara Ruffa Capo Vaticano Ricadi

La fiumara della Ruffa o di Brattirò di Drapia”. Essa fra tutte le fiumare del territorio è la più grande, bella, profonda e verde con inaspettate e sorprendenti meraviglie storiche, naturali e paesaggistiche. Attraversa con il maggior volume d'acqua tutta la Valle della Ruffa, e nell'essere arricchita  dalla confluenza di due ruscelli; garantiva in passato le condizioni favorevoli per il buon funzionamento di 8 mulini ad acqua, che ancora oggi si trovano lungo il corso del torrente. Si pensa siano sorti al tempo dei Romani. Durante il medioevo presero la forma definitiva, conservata fino alla loro chiusura. Tre hanno continuato a macinare fino al 1959 gestiti dai mugnai e dalle loro famiglie; uno è ancora in funzione, costruito nel XVIII secolo, si trova a Lampazzone di Ricadi . Percorrendo la fiumara si vede la sagoma della mitica Torre Marrana, a Brivadi di Ricadi, appollaiata sul versante meridionale. Questa antica torre del XIV secolo, ancora oggi ben conservata, fu edificata allo scopo di avvistare i pirati che minacciavano le coste; una strada comoda che parte da quella provinciale la rende facilmente raggiungibile. Le rocce su cui poggia la torre ospitano alcune specie tipiche di rupi calcaree aride come: Capparis spinosa, Daphne gnidium, Micromeria graeca e Scorpiurus muricatus.

Scrutando il cielo è possibile scorgere le grandi poiane che, intente nella caccia, volteggiano sfruttando le correnti termiche ascensionali che si originano in corrispondenza delle pareti rocciose.

Il versante della valle esposto a sud offre il tipico paesaggio mediterraneo, punteggiato da fichi d’ india, mentre il versante esposto a nord è ricoperto da un bosco misto mesofilo più tipico della media montagna che delle coste tirreniche. Nelle piccole radure alla base dei versanti spuntano la rara e protetta Orchis simia e il bellissimo Anemone hortensis.

Se ci si arrischia a risalire lungo qualche tormentata mulattiera e ci si rivolge al mare si resterà meravigliati dalla visione dello Stromboli che si staglia all’ orizzonte.

Risalendo il corso della fiumara della Ruffa, il paesaggio si modifica gradualmente.

Alla vegetazione formata da salice bianco (Salix alba) e pioppo bianco (Populus alba) si affianca l’ ontano nero (Alnus glutinosa), tipico rappresentante della vegetazione igrofila fluviale. Le rocce che affiorano nella valle cominciano a coprirsi di verdi muschi e di felci brillanti come il capelvenere (Adiantus capillus-veneris), la lingua cervina (Phyllitis scolopendrium) o la felce setifera (Polystichum setiferum).

Proseguire pungola della fiumara della Ruffa non è impresa da poco: l’ unico modo per continuare verso la sorgente è camminare dentro lo stretto letto del torrente che, impetuoso fino alla tarda primavera, rende l’ impresa proibitiva per inesperti e male attrezzati.


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