Il Camijuzzu i focu a Capo Vaticano Tropea in Calabria

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Il Camijuzzu a Capo Vaticano Tropea in Calabria

 

 

camijuzzu calabria

A differenza del Cammello, il camijuzzu (il Cavalluccio), la cui presenza ancora oggi non può mancare alla fine di ogni festa paesana di Capo Vaticano Ricadi e dintorni, consiste in un asino di canne, che, guarnito di particolari accorgimenti pirotecnici (bengala, bombette e fumogeni) viene ballato durante la notte, prima dello sparo dei fuochi d'artificio, con un particolarissimo rituale che simboleggia il Normanno liberatore dai saraceni predatori e tiranni.

Un agile ed esperto ballerino imprime al cavalluccio un passo fiero e marziale, ora facendolo avanzare, ora indietreggiare, ora roteare in aria, costringendo la folla ad arretrare sospinta dalla paura di quel mostro impazzito che dalle narici infuocate lancia getti di fiamma e fuochi.

Alla fine, però, anche questo spettacolo piano piano si placa ed il mancato ippogrifo comincia a perdere la sua forza: i suoi passi diventano sempre più lenti e più stanchi, mentre pochi tizzoni semi spenti restano a disegnare lo scheletro nero e spolpato avvolto  nelle ultime volute di fumo acre che volteggiando s'innalza nell'aria sperdendosi nel buio della notte.

Con lo sparo dei fuochi d'artificio cala ancora oggi , come tanti secoli fa, definitivamente il sipario sulla giornata di festa del piccolo paese nel quale rivivono ancora, affidate, in mancanza di una documentazione storica, alla tradizione e alle leggende, che tornano sempre care e gradite al nostro popolo, che conserva e non dimentica.